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Discussione

Guida e domande frequenti sui costi di migrazione e disattivazione

  1. #41

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    Sì, oppure via fax al n. 081/7507616.
    Dal sito dell'AGCOM: guida su come affrontare un contenzioso con un operatore di telecomunicazioni
    Un mio piccolo sito amatoriale sull'Eurovision Song Contest

  2. #42

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    Citazione Messaggio inviato da ale83_webmaster
    Sì, oppure via fax al n. 081/7507616.
    preferisco la posta certificata...
    THUG-LIFE

  3. #43

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    Citazione Messaggio inviato da albgen
    preferisco la posta certificata...
    Chiaramente devi inviare la mail da un tuo indirizzo di posta certificata

    (è ovvio, ma lo dico lo stesso per sicurezza)
    Addebitati dei costi di migrazione o disattivazione?
    Lo sapevi che non sei tenuto/a a pagarli?


    Per saperne di più ---> Costi di migrazione e disattivazione

  4. #44

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    Citazione Messaggio inviato da gabriel91g
    Chiaramente devi inviare la mail da un tuo indirizzo di posta certificata

    (è ovvio, ma lo dico lo stesso per sicurezza)
    ovvio
    infatti è quello che ho fatto...
    THUG-LIFE

  5. #45

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    Salve a tutti, complimenti per la guida di Gabriel91G e leggendo i vari interventi vorrei alcuni chiarimenti specialmente da chi ha avuto esperienza davanti al co.re.com.:

    la contestazione dei costi di migrazione come è compatibile con il fatto che l'Autorità ha approvato i costi di disattivazione di tutti gli operatori sia per cessare la linea che per la migrazione e sono pubblicati sui siti istituzionali dei gestori sotto la voce trasparenza?

    Sembra esserci una contraddizione nella stessa Agcom che da un lato detta linee guida in cui afferma che sono ammessi solo i costi effettivamente sopportati e dall'altro approva con una Delibera gli importi dei costi di migrazione.

    Su questo punto in sede di conciliazione avete cercato l'accordo ricorrendo al solo criterio gerarchico delle fonti facendo prevalere il dettato legislativo senza che l'altra parte abbia eccepito?

    Grazie in anticipo

  6. #46

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    Citazione Messaggio inviato da miki2000
    la contestazione dei costi di migrazione come è compatibile con il fatto che l'Autorità ha approvato i costi di disattivazione di tutti gli operatori sia per cessare la linea che per la migrazione e sono pubblicati sui siti istituzionali dei gestori sotto la voce trasparenza?
    Quando lo avrebbe fatto? Perchè se stiamo ad ascoltare le chiacchiere dei gestori è un conto, ma qui parliamo di cose concrete e non di favolette che di certo possono incantare qualche sprovveduto, ma non noi.

    Citazione Messaggio inviato da miki2000
    Sembra esserci una contraddizione nella stessa Agcom che da un lato detta linee guida in cui afferma che sono ammessi solo i costi effettivamente sopportati e dall'altro approva con una Delibera gli importi dei costi di migrazione.
    Ma di che stai parlando?!? Voglio capire che le cretinate che raccontano i gestori ormai sono ben inculcate nella gente e pochissimi sanno come stanno davvero le cose (oppure se lo sanno, si scocciano di combattere per far valere i nostri diritti), ma qui stiamo dicendo proprio cose campate in aria, prive di qualsiasi fondamento.


    P.S.: Non prenderlo come un "attacco" personale a te, anzi.
    Se mi altero, è perché i gestori hanno rimbecillito la gente facendogli credere cose assolutamente false, quindi è anche normale avere le idee un po' confuse se non ci si informa bene di persona.
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  7. #47

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    Parole sante quelle di ale83_webmaster. Mi hanno fatto venire in mente le rimodulazioni del 2007, in séguito alle quali Wind fu pesantemente sanzionata dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato: quando chiamavi il 155, gli operatori ti rispondevano «Veramente l'antitrust ha dato ragione a noi». Sì, un corno!

    Quanto alla domanda specifica su come far valere le proprie ragioni in sede Co.re.com., va tenuto presente che in conciliazione si può teoricamente pattuire ciò che si vuole, indipendentemente dal diritto specifico in materia. Molte controparti (specie se avvocati), anzi, si alterano quando si cominciano a citare leggi e regolamenti, rispondendo che non è quella la sede adatta; ovviamente questo finché le norme vanno contro di loro, perché mi è capitato di sentire da controparti dei gestori medesimi che mancava la relazione causa-effetto e dunque la mia richiesta era giuridicamenote infondata (seh seh ).
    380 Blu=> Wind=> Omnitel=> 3=> Vodafone=> 3=> Fastweb=> Wind=> Vodafone=> PosteMobile=> Iliad=> Lyca=> Ho.
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  8. #48

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    Quando lo avrebbe fatto? Perchè se stiamo ad ascoltare le chiacchiere dei gestori è un conto, ma qui parliamo di cose concrete e non di favolette che di certo possono incantare qualche sprovveduto, ma non noi.
    Leggendo alcune decisioni dell'Autorità ho notato che i costi del recesso sono sottoposti alla preventiva approvazione da parte dell'Autorità e pubblicati sul sito aziendale degli operatori in ottemperanza della delibera n. 96/07/CONS

    Infatti su tutti i siti degli operatori visualizzi il link trasparenza nella cui pagina sono menzionati i costi del passaggio, di disattivazione e le tariffe non più in vigore.

    Ti riporto il link di una sentenza dove a pag.2 puoi verificare che i costi sono sottoposti all'approvazione dell'Autorità.

    Mi viene da concludere che i costi del passaggio sono a volte dovuti a certe condizioni.

    Non prenderlo come un "attacco" personale a te, anzi.
    non l'ho pensato per niente, non ti preoccupare.

  9. #49

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    La delibera 96/07/CONS parla solo in generale della trasparenza delle condizioni economiche, quindi non in particolare di costi di migrazione/disattivazione.
    In pratica i gestori sono tenuti a dichiarare tutti i costi che applicano, e ci mancherebbe anche che non fosse così.

    Invece, riguardo la delibera 83/12/CIR, ricordo di averne letta una praticamente uguale (la 63/12/CIR) e ricordo di esserne rimasto sorpreso anch'io, infatti chiesi anche spiegazioni qui: http://forum.telefonino.net/showthre...3#post15005103
    In entrambi i casi i costi li hanno stornati ugualmente, ma solo perché l'utente ha dichiarato di non aver mai ricevuto la comunicazione di modifica delle condizioni contrattuali con cui venivano introdotti questi costi, però effettivamente l'AGCOM si contraddice e contraddice in particolare l'art. 6, comma 2, della delibera 41/09/CIR che è chiarissima e dice che i costi di migrazione non sono dovuti.
    Che dire, io quando andrò in udienza tra qualche settimana, se necessario sottolineerò questo aspetto, ma spero che non ce ne sarà bisogno.
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  10. #50

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    Citazione Messaggio inviato da miki2000
    Leggendo alcune decisioni dell'Autorità ho notato che i costi del recesso sono sottoposti alla preventiva approvazione da parte dell'Autorità e pubblicati sul sito aziendale degli operatori in ottemperanza della delibera n. 96/07/CONS
    A me sembra che tu stia interpretando quella delibera.
    Quest'ultima non dice che i costi sono dovuti se l'operatore li pubblica sul sito e ottiene anche l'approvazione. Non è per niente cosi'!

    C'è scritto: è l'operatore che deve essere trasparente e far conoscere all'utente tutti i costi. Questo però non vuole dire che quello che scrivono nei contratti sia legale perché un contratto può anche essere sbagliato e questo vale per qualsiasi tipo di contratto e non solo per quelli di telefonia.


    PS:AGCom non approverà mai i costi di migrazione e di recesso perché altrimenti sarebbe molto grave viste le varie delibere tutte a favore degli utenti!!!

    Nota per gli utenti del forum:
    Vi faccio anche notare che l'utente miki2000 si è appena registrato su questo forum e ha scritto solo 2 messaggi in questa discussione, diciamo a "favore" degli operatori e sembra anche molto informato(male) sull'argomento. Spero di sbagliarmi ma non è che lavora per qualche operatore di telefonia?!?!
    THUG-LIFE

  11. #51

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    non era mia intenzione intepretare la Delibera sulla trasparenza che poi come ha rilevato ale83 non entra nel merito dei costi.

    PS:AGCom non approverà mai i costi di migrazione e di recesso perché altrimenti sarebbe molto grave viste le varie delibere tutte a favore degli utenti!!!
    E' invece in pratica quello che è accaduto.
    Riporto cosa c'è scritto nella Delibera 83/12/CIR nei motivi della decisione: la società ....... ha riportato i costi di disattivazione, che sono
    stati preventivamente sottoposti alla verifica e all’approvazione di questa Autorità nel
    corso dell’istruttoria finalizzata all’accertamento in ordine all’equivalenza degli importi fatturati a titolo di recesso ai costi effettivamente sostenuti per la gestione della procedura di disattivazione, in conformità a quanto previsto dall’articolo 1, comma 3, della legge
    n.40/2007
    .


    Sullo stesso sito dell'Agcom sono indicati i costi di recesso per alcuni operatori.

    Per cui la domanda è che logica c'è di contestare un costo rivolgendosi all'autorità che ha approvato essa stessa tale costo.


    Vi faccio anche notare che l'utente miki2000 si è appena registrato su questo forum e ha scritto solo 2 messaggi in questa discussione, diciamo a "favore" degli operatori e sembra anche molto informato(male) sull'argomento. Spero di sbagliarmi ma non è che lavora per qualche operatore di telefonia?!?
    Mi sono registrato dopo aver letto la guida e volevo porre alcune domande perchè avevo dei dubbi sulla base della mia esperienza personale.
    Inoltre sono interessato a rivolgermi al co.re.com ed essere sicuro di avere argomenti incontrovertibili dato che in molti su questo forum hanno esperito questa procedura.
    Tutto qui!!

  12. #52

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    Citazione Messaggio inviato da miki2000
    non era mia intenzione intepretare la Delibera sulla trasparenza che poi come ha rilevato ale83 non entra nel merito dei costi.


    E' invece in pratica quello che è accaduto.
    Riporto cosa c'è scritto nella Delibera 83/12/CIR nei motivi della decisione: la società ....... ha riportato i costi di disattivazione, che sono
    stati preventivamente sottoposti alla verifica e all’approvazione di questa Autorità nel
    corso dell’istruttoria finalizzata all’accertamento in ordine all’equivalenza degli importi fatturati a titolo di recesso ai costi effettivamente sostenuti per la gestione della procedura di disattivazione, in conformità a quanto previsto dall’articolo 1, comma 3, della legge
    n.40/2007
    .


    Sullo stesso sito dell'Agcom sono indicati i costi di recesso per alcuni operatori.

    Per cui la domanda è che logica c'è di contestare un costo rivolgendosi all'autorità che ha approvato essa stessa tale costo.
    preventivamente sottoposti alla verifica e all’approvazione di questa Autorità significa che quando un utente chiede la giustificazione dei costi di DISATTIVAZIONE, la società deve fornire documentazione del costo che ha sostenuto. In caso di disattivazione, spesso questi costi sono giustificati perché banalmente c'è un tecnico che con la sua auto va in centrale e fa un operazione.
    C'è da dire però che le società ci marciano anche su questo perché non mandano mai un tecnico per fare una singola operazione, ovvero altro banale esempio: il tecnico va in centrale e stacca 5 utenti, collega 3, quindi il costo sostenuto è molto più basso rispetto a quello che dichiarano loro.

    Invece in caso di MIGRAZIONE i costi al 99% non sono dovuti perché pure in questo caso è vero che c'è un tecnico che va in centrale ma questo viene pagato dalla società la quale l'utente ha chiesto la migrazione(vedi Delibera 41/09/CIR in particolare articolo 6, "Costi connessi al trasferimento delle utenze)

    quindi in definitiva: I costi di disattivazione è facile che li documentino invece quelli di migrazione no! In ogni caso conviene fare sempre ricorso perché non è possibile che nel 2012 si paghino 65€ e oltre di costo di disattivazione ed è vergognoso che chiedono i costi di migrazione!
    THUG-LIFE

  13. #53

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    albgen, mi sa che ti sbagli ed ha ragione miki2000.
    Quelle due recenti delibere di Agcom si riferiscono proprio a delle migrazioni (non so se sia una coincidenza o meno, ma sono entrambe con Tiscali come operatore donating) e dicono che i costi che i gestori applicano loro li hanno preventivamente approvati.
    Però così smentiscono le loro stesse delibere!

    Comunque per adesso non mi preoccupo. La delibera 41/09/CIR è "legge" in quanto è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, mentre quelle due ultime delibere no (sono solo la definizione di una controversia tra utente ed operatore). Quindi, visto che in Italia non vige la Common law e queste delibere non fanno giurisprudenza, quando andrò da loro a Napoli mi appellerò esclusivamente alla 41/09/CIR.
    Se dovessero fare cretinate, sono pronto anche a rivolgermi al giudice di pace!
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  14. #54

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    Citazione Messaggio inviato da ale83_webmaster
    albgen, mi sa che ti sbagli ed ha ragione miki2000.
    Quelle due recenti delibere di Agcom si riferiscono proprio a delle migrazioni (non so se sia una coincidenza o meno, ma sono entrambe con Tiscali come operatore donating) e dicono che i costi che i gestori applicano loro li hanno preventivamente approvati.
    Però così smentiscono le loro stesse delibere!
    Sembrerebbe cosi' ma non si capisce bene in quanto utilizza termini di migrazione e disattivazione.
    Penso che AGCom non può dare ragione a un operatore in caso di migrazione proprio perché altrimenti farebbe una figuraccia, e sopratutto non può dire che i costi di migrazione non si pagano perché creerebbe un precedente e tutti si possono appellare a quello, e allora cosa fa?
    Trova degli errori nella gestione di pratica della società quindi dice: anche se li hai postati sul sito web, non va bene perché li devi comunicare al cliente.
    Vediamo cosa succederà con le ns. pratiche..
    THUG-LIFE

  15. #55

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    Attenzione: le delibere Agcom non sono leggi. Mica tutto quello che è pubblicato in GURI ha forza di legge. Si tratta di fonti di rango regolamentare, cioè derivate, subordinate alla legge nella gerarchia delle fonti del diritto.
    Ah, nessuna delibera fa giurisprudenza dato che non sono sentenze.
    /Dimenticavo: le fonti di rango regolamentare hanno efficacia anche se non pubblicate in Gazzetta. Invero sono pochissimi gli atti amministrativi per i quali vige l'obbligo di pubblicazione in Gazzetta. Per la maggior parte degli atti dei comuni, anzi, è sufficiente la pubbicazione all'albo pretorio. Da un po' di tempo a questa parte vige pure l'obbligo di pubblicazione in Rete, sul sito ufficiale dell'ente, ma si tratta di una lex minus quam perfecta che prevede quest'obbligo a soli fini di trasparenza, senza far decadere l'atto in caso di inadempienza.
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  16. #56

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    Attenzione: io ho scritto legge tra due belle virgolette, se non le hai viste.
    Poi non ho mai detto che le delibere fanno giurisprudenza, anzi l'esatto opposto. E, se è per questo, nemmeno le sentenze la fanno.

    Ho semplicemente detto che la delibera 41/09/CIR, siccome indica delle procedure da seguire in caso di migrazione, quindi una sorta di regolamento, ha molta più valenza delle delibere 63/12/CIR e 83/12/CIR che servono solo a definire una singola controversia tra un utente ed un operatore, a maggior ragione che la prima è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e le altre due no.
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  17. #57

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    Citazione Messaggio inviato da ale83_webmaster
    Attenzione: io ho scritto legge tra due belle virgolette, se non le hai viste.
    Ho visto le virgolette, ma le delibere non sono legge né senza né con virgolette, indipendentemente dal fatto che siano pubblicate in G.U. o meno.

    Poi non ho mai detto che le delibere fanno giurisprudenza, anzi l'esatto opposto.
    Ho interpretato il tuo scritto come che siccome quello italiano non è un ordinamento di common law le delibere non fanno giurisprudenza. In realtà, non la fanno a prescindere. Dato che non sono atti giurisprudenziali.

    E, se è per questo, nemmeno le sentenze la fanno.
    Non corretto.
    La giurisprudenza è l'insieme dei pronunciamenti giurisdizionali. Nei sistemi positivisti questi non sono fonti del diritto. Negli ordinamenti di common law sì. In Inghilterra la giurisprudenza non è considerata mera prassi applicativa bensì consuetudine, e la consuetudine è legge. Il fatto che da noi la giurisprudenza (alla quale si attribuisce comunque valore interpretativo, di un certo rilievo se si tratta di giurisprudenza di legittimità: mi riferisco alle sentenze della Suprema corte di cassazione) non abbia forza di legge non significa che le sentenze non facciano giurisprudenza e cioè, in altre parole, che la giurisprudenza non esiste.

    Ho semplicemente detto che la delibera 41/09/CIR, siccome indica delle procedure da seguire in caso di migrazione, quindi una sorta di regolamento, ha molta più valenza delle delibere 63/12/CIR e 83/12/CIR che servono solo a definire una singola controversia tra un utente ed un operatore, a maggior ragione che la prima è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e le altre due no.
    La ragione non è che la prima è pubblicata in G.U. e le altre no, ma che la prima ha valenza erga omnes mentre le altre sono pronunciamenti su casi specifici.
    Dal punto di vista gerarchico, sono atti identici.
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  18. #58

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    Citazione Messaggio inviato da michelerossi
    Alla mia ragazza è arrivato il conto coi 65 euro per la cessazione della linea. Poichè sono intenzionato a muovermi come suggeritomi da ale83, vorrei sapere come pagare la restante parte relativa al canone della happy no limit. Pongo questa domanda perchè sul bollettino è ovviamente prestampato l'importo (100 euro e passa)
    Ovviamente devi anche contestare la fattura, spero che questo già lo sai.
    Comunque secondo me basta che prendi un bollettino bianco e lo compili con gli stessi dati di quello precompilato, ma nella causale scrivi "Pagamento parziale fattura n. xxxxxxx". Però, se chiami il servizio clienti e chiedi conferma, male non fai.
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  19. #59

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    Citazione Messaggio inviato da ale83_webmaster
    Ovviamente devi anche contestare la fattura, spero che questo già lo sai.
    Comunque secondo me basta che prendi un bollettino bianco e lo compili con gli stessi dati di quello precompilato, ma nella causale scrivi "Pagamento parziale fattura n. xxxxxxx". Però, se chiami il servizio clienti e chiedi conferma, male non fai.
    Che io debba contestare la fattura lo so, perchè ho avuto modo di leggere i tuoi consigli sia pubblicamente che privatamente. Per sicurezza allora farò come dici tu: chiamerò il servizio clienti per chiedere se mi conviene scrivere "Pagamento parziale fattura n. xxxxxxx". Sono convinto, tuttavia, ne sappiano molto meno di te.

  20. #60

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    Citazione Messaggio inviato da ale83_webmaster
    Ovviamente devi anche contestare la fattura, spero che questo già lo sai.
    Comunque secondo me basta che prendi un bollettino bianco e lo compili con gli stessi dati di quello precompilato, ma nella causale scrivi "Pagamento parziale fattura n. xxxxxxx". Però, se chiami il servizio clienti e chiedi conferma, male non fai.
    Se chiama gli dicono che deve pagare la fattura per intero e che non può assolutamente scorporarne l'importo. Solitamente dicono pure che il suggerimento fornito in tal senso dale associazioni dei consumatori non è corretto. Ma sanno bene di mentire, poiché se poi vai nella gestione reclami c'è scritto che se il cliente ha pagato parzialmente una fattura contestandola espressamente bisogna sospendere le attività di collection e non è possibile cedeere il credito a terzi sino ad avvenuta definizione del reclamo.
    Conviene, piuttosto, chiamare dicendo che si vogliono gli estremi per pagare con bollettino in bianco o bonifico bancario (tutti gli operatori accettano questo metodo di pagamento, ma non lo dicono se non su richiesta in quanto i bonifici vanno verificati manualmente e pertanto se ne ricevessero in maniera massiva non avrebbero il tempo di rilevarli entro tempi ragionevoli). Vodafone nel sistema NeMO ha un messaggino predefinito per i clienti attivi e uno per i clienti disattivi, con numero di conto BancoPosta e IBAN (cambiano sia i numeri dei conti – nel caso del conto bancario, se non sbaglio, anche l'istituto di appoggio – sia le informazioni da inserire come causale o comunicazioni dell'ordinante): si può chiedere di mandarlo. Consiglierei di insistere nel caso in cui l'operatore proponga l'invio tramite e-mail di una copia della fattura per stamparsi il bollettino.
    In ogni caso, anche se il conto corrente indicato sul bollettino premarcato dovesse essere diverso, questa non può essere addotta come motivazione di mancato pagamento: l'importante è che a loro arrivino i soldi, indipendentemente dal conto su cui vengono accreditati (poi casomai se li spostano loro). Alcuni operatori hanno l'abitudine di convogliare alcuni tipi di pagamento su alcuni conti e altri su altri, ma questo rileva a soli fini contabilità interna (o di comodità tecnica: gli incassi a mezzo bollettino premarcato grazie al codice riportato nell'apposita riga vengono contabilizzati in automatico, mentre i bollettini in bianco, come i bonifici, richiedono un'apposita registrazione che viene eseguita in séguito a ricezione dell'attestazione o copia della ricevuta da parte del cliente oppure della contabile da parte di Posteitaliane. N.B.: quest'ultima ha tempi lunghissimi. La registrazione degli estremi di pagamento per i clienti non più attivi non è generalmente prevista perché non sussiste urgenza, ed è questa la ragione per cui Vodafone separa i pagamenti relativi a questio ultimi).
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