suchi?Messaggio inviato da tomcat
Dopo aver tanto contribuito alla condivisione di idee e conoscenze, questo glorioso forum non sarà più accessibile dal 30/04/2023. Grazie a tutti/e
Visualizzazione risultati 8,601 fino 8,620 di 14369
Discussione
Thread Chat marzo 2012
-
21-03-2012, 20:57 #8601
- Registrato il
- Jul 2009
- Età
- 41
- Messaggi
- 19,748
I don’t wanna hurt, there’s so much in this world to make me bleed.
-
21-03-2012, 20:57 #8602
Gli antichi greci cominciarono a interrogarsi sulla natura, sul suo ordine (cosmo) e sulla possibilità dell'esistenza di princìpi e leggi di natura. Quasi tutti i filosofi dell'antichità, tra cui Eraclito, Parmenide, Zenone, Leucippo, Democrito, Platone ed Aristotele, si occuparono di questioni che almeno in parte sono inerenti a quella che oggi viene chiamata fisica, parola che ha origine greca e che sta a rappresentare "le cose della natura". Nella fisica di Aristotele si trovano quelle che si potrebbero considerare come le prime teorie, benché inesatte, sul moto dei corpi; egli, comunque, non fu precursore del principio di inerzia, scoperto 20 secoli dopo da Cartesio e la cui enunciazione formale è ascrivibile a Newton.
Albert Einstein nel 1947
La scienza moderna comincia con l'assunto fondamentale, dovuto a Galileo Galilei, che le leggi della fisica abbiano la stessa forma matematica rispetto a qualunque sistema di riferimento nel quale valga il principio di inerzia. Questo assunto definito nel 1609, è oggi chiamato principio di relatività galileiano, ed è tuttora valido. Esso si basa sulla grande intuizione di Galileo della composizione dei moti e quindi della legge di somma vettoriale delle velocità: se due osservatori sono in moto relativo tra loro e ognuno di loro si sposta senza accelerazioni, in modo che la velocità relativa sia costante, misureranno spazi differenti rispetto allo stesso evento, ma la "forma" delle loro osservazioni ha la stessa veste algebrica. Nulla tuttavia si dice sui tempi. Sebbene Einstein concordi con i risultati di Schrödinger e Heisenberg, egli non si accontenta del metodo indiretto statistico e continua a credere nella possibilità di una teoria non probabilistica.
Il concetto che il tempo sia legato al sistema di riferimento è il fondamento della relatività ristretta. Newton, leggendo e studiando con accuratezza sia il Dialogo sopra i Massimi Sistemi, sia i Discorsi sopra una Nuova Scienza, interpretò le intuizioni originali presenti a livello geometrico negli scritti di Galileo, le assimilò e le fece proprie, originando così la forma matematica e fisica della meccanica. Quando si trovò di fronte al principio di relatività, gli fu chiaro che la sua adozione implicasse in modo necessario un riferimento in cui il primo principio della dinamica, ossia il principio di inerzia di Galileo, dovesse avere piena validità. Il vero problema tuttavia era e rimane dove collocare tale sistema di riferimento: risolse il dilemma asserendo che tutti gli spazi misurati si riferissero ad uno spazio assoluto, il solo esistente invariato e immutabile, e che l'immutabilità dello spazio assoluto fosse associato con l'esistenza di un tempo assoluto, che scorre uniformemente, pervadendo tutto lo spazio assoluto.
La soluzione di Newton fu brillante e diventò un paradigma destinato a durare per secoli. Già Galileo, tuttavia, con i suoi tentativi di misurare la velocità della luce, esprimeva dubbi non risolti per l'epoca su come si dovesse intendere il principio di relatività e quindi il principio di inerzia ad esso strettamente correlato. Questi dubbi rimasero sopiti, offuscati dal fulgore del grande successo della meccanica newtoniana, fino al 1905. Con l'avvento delle equazioni di Maxwell, delle trasformazioni di Lorentz e infine della teoria della relatività di Einstein viene meno il concetto, fino ad allora dato per scontato, di tempo assoluto. Il tempo e lo spazio sono legati insieme a formare quello che viene chiamato spaziotempo. La relatività generale postula invece l'uguaglianza della massa gravitazionale e della massa inerziale, e ricava la metrica generale dello spaziotempo.
-
21-03-2012, 20:58 #8603
-
21-03-2012, 20:59 #8604
-
21-03-2012, 20:59 #8605
-
21-03-2012, 20:59 #8606
E te vorresti portare il telefono in assistenza per problemi alla batteria? Non te lo prendono nemmeno mi sa...
O hai avuto un problema alla batteria tale per cui la durata si è drasticamente ridotta (l'hai messo a -10°C, bagnato ecc) e tanto in quel caso l'assistenza non è coperta, altrimenti se è un difetto della batteria dovevi accorgertene subito.
Secondo me è più probabile che hai installato qualcosa che ti gira in background. In questi casi, poi, bisognerebbe postare la schermata delle info sulla batteria dei consumi, in modo tale che possiamo capire se è una cosa anomala o no.
Ah, complimenti per la durata, 6 giorni penso che sia un record. Come, allo stesso modo, è un record comprarsi un cellulare da 600 euro per tenerlo sul tavolo con luminosità al minimo (se/quando lo accendi il display). Ognuno fa quello che vuole eh, per l'amor del cielo, ma io se fossi in te lo userei un po' con quello che costa e con quello che fa
Messaggio inviato da amerika75
-
21-03-2012, 21:04 #8607
La teoria della relatività ristretta o relatività speciale, come viene chiamata nei paesi anglosassoni, trae origine dagli studi di Albert Einstein formalizzati in un articolo del 1905.
Per poter dare un’occhiata a questa teoria ed a come essa ha rivoluzionato il mondo della fisica occorre tornare un po’ indietro nel tempo e risalire fino a Newton ed al suo problema della ricerca del sistema di riferimento assoluto. Per poter descrivere qualsiasi fenomeno fisico sotto forma di legge è necessario avere un sistema di riferimento ed occorre che tale sistema di riferimento non alteri in alcun modo la nostra descrizione del fenomeno. Nella nostra vita quotidiana siamo portati spontaneamente a fare riferimenti quando facciamo delle misure, o quando diamo delle indicazioni. Per descrivere le leggi della fisica dobbiamo definire una categoria di sistemi di riferimento, detti inerziali. Nei sistemi di riferimento inerziali vale il principio di inerzia o prima legge della dinamica che afferma che se un corpo non è soggetto a forze fisiche esso rimane nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme. Questa definizione del principio di inerzia è dovuta a Galileo Galilei.
Un sistema non inerziale è quindi un sistema associato ad un corpo sottoposto a forze e quindi ad una accelerazione. Trovato un sistema inerziale, se ne possono definire infiniti altri purché il moto relativo di ognuno di questi sistemi sia rettilineo uniforme.
Un esempio di situazione in cui vale il principio di inerzia è il volo delle sonde spaziali nel cosmo. Una volta che queste sonde sono sfuggite alla forza di gravità della Terra, esse continuano il loro viaggio con velocità costante, la velocità che avevano nel momento in cui non subivano più la forza di gravità. Se tutti i sistemi di riferimento inerziali hanno moti relativi, ci si chiede quale è, fra tutti questi, quello che è in quiete assoluta, cioè fermo.
Il problema di Newton consisteva nel trovare un sistema inerziale in quiete assoluta e si pensò di trovare tale sistema introducendo l’esistenza dell’etere, una sorta di quasi-vuoto, trasparente, impalpabile e legato alle stelle fisse. Tutti i sistemi inerziali hanno quindi un moto rispetto all’etere anche se tale moto è costante, cioè rettilineo uniforme.
Il bisogno della ricerca dell’etere si fa più pressante quando si ha l’unificazione delle forze elettriche e magnetiche ad opera di James Clerk Maxwell. Una carica elettrica (ad esempio un elettrone) che oscilla nello spazio genera un campo elettromagnetico che si propaga sotto forma di onda piana. Il problema sta nell’individuare il mezzo di propagazione delle onde elettromagnetiche.
Le conoscenze che si avevano alla fine del secolo scorso dei fenomeni ondulatori mostravano che era necessario averne uno: le onde sonore si propagano nell’aria, mentre l’acqua propaga le perturbazioni. Per le onde elettromagnetiche il mezzo di propagazione non poteva essere il vuoto e quindi viene riesumato l’etere.
Un esperimento, molto noto, fatto nel 1887 da Michelson e Morley, eseguito proprio per misurare la velocità della Terra nell’etere, mostra inconfutabilmente che tale velocità è nulla. Sulla base di tale esperimento Einstein ipotizza che l’etere non esista e di conseguenza non esiste un sistema di riferimento assoluto: i moti sono tutti relativi. All’epoca di Einstein già si sapeva che la luce e più precisamente la radiazione elettromagnetica, si propagava con velocità finita pari a 300.000 km/sec.
Già verso la fine del 1600 l’astronomo danese Roemer constata che la luce ha una velocità finita. Osservando le eclissi dei satelliti di Giove nota che c’è un ritardo tra la posizione dei satelliti e la previsione. Giustamente Roemer imputa il ritardo al fatto che la luce non si propaghi istantaneamente e dà una prima valutazione della velocità della luce: circa 220.000 km/sec. Considerando l’epoca di questa misura, è un’ottima approssimazione.
Da questi presupposti Einstein enuncia i suoi postulati di relatività:
Le leggi della fisica hanno la stessa forma in tutti i sistemi di riferimento inerziali;
La luce ha una velocità finita sempre uguale in tutti i sistemi di riferimento inerziali.
Il secondo postulato quindi pone un limite invalicabile alle velocità in natura. Se in qualsiasi sistema di riferimento inerziale un segnale luminoso ha la stessa velocità, sarà impossibile superare tale limite. Supponiamo di trovarci su un’astronave in moto ad una velocità sostenuta. Se dall’astronave viene inviato un segnale luminoso nel verso di percorrenza dell’astronave, un osservatore fermo rispetto all’astronave dovrebbe vedere quel segnale muoversi ad una velocità pari alla somma della velocità della luce più quella dell’astronave. Il secondo postulato di relatività afferma che ciò non è vero: il segnale luminoso per l’osservatore fermo si muoverà sempre alla velocità della luce.
All’epoca di Einstein fare simili ipotesi era senz’altro azzardato, ma nel seguito i due postulati si sono dimostrati corretti tutte le volte che se n’è cercata la verifica. Da questi due postulati apparentemente semplici si deve edificare nuovamente tutta la fisica, migliorandone quelle parti che sono in contrasto coi postulati di relatività. Ciò significa che la fisica newtoniana ha una sua validità limitata al campo delle velocità molto basse rispetto alla velocità della luce. Il solo fatto di considerare la luce come una velocità limite della natura porta come immediata conseguenza l’eliminazione del concetto di tempo assoluto.
Nella fisica di Galileo e Newton il tempo scorre in modo assoluto in tutti i sistemi di riferimento; infatti un intervallo di tempo tra due eventi in un sistema di riferimento inerziale è lo stesso se misurato in un altro sistema in moto rispetto al primo. Nella relatività ristretta la situazione non è più la stessa. Per un osservatore che viaggia a velocità prossime a quelle della luce il tempo scorre più lentamente che per l’osservatore fermo. Per l’osservatore in moto l’intervallo di tempo è sempre lo stesso, cambia la sua misura quando si passa da un sistema all’altro.
Questo è dovuto al fatto che nella teoria della relatività la luce impiega tempo per collegare due punti dello spazio. Tale fenomeno è noto col nome di dilatazione del tempo. È chiaro però che nel momento in cui consideriamo eventi che si muovono a velocità molto basse rispetto a quella della luce vale la fisica classica così come la si impara a scuola.
Altra conseguenza della teoria della relatività ristretta è che un oggetto che si muove a velocità prossima a quella della luce appare ad un osservatore in quiete, più corto rispetto alla dimensione dell’oggetto medesimo in quiete. Quest’effetto noto come la contrazione delle lunghezze è un effetto che non può essere misurato direttamente, cioè non può essere verificato, a differenza del primo effetto relativistico, la dilatazione del tempo, che può essere quantificato sperimentalmente in vari modi. La dilatazione del tempo e la contrazione delle lunghezze sono le conseguenze più vistose della relatività ristretta.
Anche nel caso della teoria della relatività ristretta, come per tutte le teorie è sempre necessario che ci siano delle verifiche sperimentali. Dato che la contrazione delle lunghezze non può essere verificata, l’unico effetto realmente misurabile è la dilatazione del tempo. Tali misure vengono eseguite nei laboratori di fisica atomica dove studiando il tempo di vita delle particelle subatomiche, in quiete ed in moto, è possibile verificare appunto che le particelle in moto relativistico vivono più a lungo di quelle in quiete o comunque in moto newtoniano.
Unitamente a queste verifiche sulla dilatazione del tempo, quando una particella viene accelerata sempre più affinché raggiunga una velocità prossima a quella della luce, l’energia spesa per tale accelerazione si trasforma in massa, cioè aumenta la massa della particella in questione. Al limite, una particella che raggiunga la velocità della luce (e non sia un fotone, cioè un quanto di luce), dovrebbe avere una massa infinita.
La relazione che lega queste grandezze è la ben nota:
E = mc2
dove E è l’energia, m è la massa e c è la velocità della luce moltiplicata per se stessa due volte.
Molti altri esperimenti simili hanno sempre dimostrato la totale validità di questa teoria. Altro concetto di grande importanza nella relatività ristretta è lo “spaziotempo”: in relatività ristretta, dato che il tempo non è più assoluto, non è possibile slegare il concetto di spazio da quello di tempo. Il tempo diventa quindi un’altra coordinata da aggiungere alle tre spaziali che già conosciamo.
D’altronde anche noi in pratica usiamo quattro coordinate o quattro dimensioni nella vita di tutti i giorni. Quando fissiamo un appuntamento con una persona indichiamo un posto (tre coordinate per lo spazio) e l’ora (una coordinata per il tempo). La differenza sta nel fatto che in questa teoria si stabilisce un legame geometrico tra lo spazio e il tempo.
Dal concetto di tempo relativo si passa poi alla conseguenza che la simultaneità degli eventi viene a cadere quando abbiamo sistemi di riferimento in moto relativo. Due eventi si dicono simultanei quando accadono nel medesimo istante. Nella relatività ristretta, eventi che sono simultanei se misurati in un determinato sistema di riferimento inerziale senz’altro non lo saranno più se osservati da un altro sistema di riferimento inerziale in moto uniforme.
La relatività ristretta ed ancor di più la relatività generale, che è il miglioramento di questa teoria, hanno cambiato completamente il modo di porsi davanti alla natura.Tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avete fatto, ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite."_____M. Twain
-
21-03-2012, 21:06 #8608
- Registrato il
- Jul 2005
- Messaggi
- 23,479
saluto gobbcat
-
21-03-2012, 21:07 #8609
infatti, ho notato che adesso ti poni a 90 anzichè di faccia
Messaggio inviato da tomcat
-
21-03-2012, 21:09 #8610
rimango indeciso, compro il nuovo ipad o l'ipad 3?
Messaggio inviato da amerika75
-
21-03-2012, 21:10 #8611
-
21-03-2012, 21:11 #8612
grazie mbenz, sono più sereno
Messaggio inviato da amerika75
-
21-03-2012, 21:11 #8613
- Registrato il
- Jul 2008
- Età
- 30
- Messaggi
- 58,152
entrambi
Messaggio inviato da Andytpks
-
21-03-2012, 21:12 #8614
Ho letto un pò di fretta le ultime 3 pagine, dove si parla di ripristinare o no il telefono dopo un aggiornamento. Vorrei dire all'amico Dadoo che, è sempre consigliato effettuare una installazione pulita del sistema in quanto, oltre alle cose elecante dagli altri utenti, "tipo compatibilità delle app con versioni nuove del SO", tu aggiornando semplicemente, vai a sostituire o ad aggiungere file di sistema alla vecchia versione del SO. Oltre a questo, vai ad importare vecchi dati, compatibili magari con una determinata versione di sistema, in quella nuova.
E' stato sempre così, per ogni prodotto. Che sia pc, mac iphone o altro! E poi, lo sai che esistono programmi che ti permettono di estrarre tutti i dati di cui hai bisogno, quali: sms, cronologie di app, salvataggi delle app, foto,video etc dal vecchio backup? Per poi inserirlo nel nuovo backup? Ti dico un nome: iBackupBot.
Non sto qui a spiegare tutta la procedura, ma già questo serve a farti capire che esistono vari modi per conservare i nostri dati. Oltre questo esiste anche iCloud. (senno perchè lo hanno inventato? ).
Ed infine, io consigliero SEMPRE a tutti di ripristinare un iPhone e di configuarlo come nuovo ed inserire tutto manualmente!
Non per niente il 70% delle persone presenta problemi dopo un aggiornamento via OTA.
Per non parlare dal passaggio Snow Leopard - Lion (solo aggiornamento), il mac sembrava un pc del 1999. Dopo una formattazione e installazione pulita è diventato un fulmine.
PS: Se la apple non ti dice di farlo, non significa che non serva a nulla. Apple tende a mostrarsi perfetta. Non può inserire una novita come l'OTA e poi dirti "Sai, ma ti conviene ripristinarlo l' iPhone".
Come ad esempio la sync via wifi con itunes. Apple non ti dirà mai: Sai,se sincronizzi il tuo iphone con itunes via wireless, ci impiegherai 3 ore. Se lo fai con il cavo usb, impiegherai la metà del tempo.
SMINKIATO SMETTILAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA CHE MI DIVENTI PEGGIO DELL'ALTRO
Messaggio inviato da amerika75
-
21-03-2012, 21:13 #8615
-
21-03-2012, 21:15 #8616
- Registrato il
- Jul 2009
- Età
- 41
- Messaggi
- 19,748
Ho trovato 5$... chi mi consiglia un buon investimento?
I don’t wanna hurt, there’s so much in this world to make me bleed.
-
21-03-2012, 21:16 #8617
- Registrato il
- Jul 2005
- Messaggi
- 23,479
Messaggio inviato da Sp@rviero
mettiteli al culo
-
21-03-2012, 21:17 #8618
- Registrato il
- Jul 2009
- Età
- 41
- Messaggi
- 19,748
I don’t wanna hurt, there’s so much in this world to make me bleed.
-
21-03-2012, 21:18 #8619
- Registrato il
- Jul 2005
- Messaggi
- 23,479
tutto bene grazie
tutto bene grazie
tutto bene grazie
tutto bene grazie
tutto bene grazie
tutto bene grazie
tutto bene grazie
-
21-03-2012, 21:20 #8620
- Registrato il
- Jul 2009
- Età
- 41
- Messaggi
- 19,748
ma la partita?
I don’t wanna hurt, there’s so much in this world to make me bleed.


