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Discussione

Addio al nucleare in Italia?!

  1. #661
    L'avatar di zephyr83
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    Citazione Messaggio inviato da paolino81
    Produciamo i migliori impianti per le rinnovabili o li importiamo? perchè in quel caso non saremmo autonomi
    Ripeto nuovamente che le rinnovabili sono discontinue quindi non possono essere la soluzione definitiva!

    Se trovo qualche link lo posto, non mi va di essere considerato uno che parla tanto per parlare
    ma che discorsi sono??? mica si tratta di impianti ma di fonti!!! la fonte cn le rinnovabili nn si paga, è quello che da indipendenza!!! se ci basiamo sulle centrali allora smettiamo di fare sti discorsi perché NESSUNO stato è indipendente, qualcosa la importano tutti per forza
    Inoltre il solare termodinamico non è discontinuo e si può continuare a comprare energia da francia e svizzera che ci conviene!!!
    "La carne è debole quando il pesce è forte!"
    "Non capisco quelli che dicono che per avere successo devono soffrire. Ma che so', scemi?"

  2. #662
    L'avatar di Andytpks
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    Citazione Messaggio inviato da capitano nemo
    Indipendenti?
    L'uranio non si estrae in Italia!

    Semplicemente cambierebbe il fornitore. Se poi uniamo ai costi di costruzione anche i costi di smantellamento dell'impianto ed i costi per tutto quanto riguarda le scorie, di conveniente non c'è proprio niente!!
    Una centrale nucleare è una perdita sicura!
    l'uranio in italia c'è, a bergamo.
    Citazione Messaggio inviato da amerika75
    Fabtizzi é in grosso personaggio mi sarebbe fispiabiuyo e non povo

  3. #663
    L'avatar di mickmick81
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    Citazione Messaggio inviato da Andytpks
    l'uranio in italia c'è, a bergamo.
    a me va bene che si facciano centrali a bergamo

  4. #664
    L'avatar di nihon
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    Citazione Messaggio inviato da mickmick81
    a me va bene che si facciano centrali a bergamo
    Ma anche a circa 40 Km a ovest da Bergamo mi va benissimo.

  5. #665

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    Citazione Messaggio inviato da nihon
    Ma anche a circa 40 Km a ovest da Bergamo mi va benissimo.
    Il posto ideale è ad Hardcore.
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  6. #666
    L'avatar di nihon
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    Citazione Messaggio inviato da capitano nemo
    Il posto ideale è ad Hardcore.
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  7. #667
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    Citazione Messaggio inviato da Andytpks
    l'uranio in italia c'è, a bergamo.
    Andy...non solo a Bergamo, ma molto più vicino alle nostre case. Consiglio una visita in Valvedello.

  8. #668
    L'avatar di zephyr83
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    dire che c'è uranio in Italia è come dire che c'è il gas o il petrolio ed è vero ci sn, ma di certo nn bastano!!
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  9. #669
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    Con la differenza che per l'uranio ci si basa su stime di una trentina di anni fa. Nel caso di Bergamo e della Valvedello gli scavi non sono stati completati e le quantità sono stimate per difetto.

  10. #670
    L'avatar di zephyr83
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    Citazione Messaggio inviato da Matteo75
    Con la differenza che per l'uranio ci si basa su stime di una trentina di anni fa. Nel caso di Bergamo e della Valvedello gli scavi non sono stati completati e le quantità sono stimate per difetto.
    aggiungiamo anche che nn si usa mica l'uranio estratto direttamente Va "trattato" e alla fine del processo la quantità utilizzabile è una parte di quello "lavorato"
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  11. #671

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    Citazione Messaggio inviato da nihon
    Magari accanto ad una famosa villa
    Esattamente nel giardino!!!
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  12. #672
    L'avatar di zephyr83
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    ecco come in giappone spiegano quanto sta avvenendo (e cosa è avvenuto) alla centrale di fukushima
    http://www.youtube.com/watch?v=5sakN...mbedded#at=256
    molto japan style rende bene l'idea!
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  13. #673
    L'avatar di zephyr83
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    Moratoria di un anno sul nucleare
    http://www.tgcom.mediaset.it/politic...o-in-cdm.shtml
    ma a che serve? tanto c'è il referendum che deciderà la sorte del nucleare!
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  14. #674
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    credo che la nube gli sia già entrata nel cervello

    vogliono affievolire il referendum

  15. #675
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    Citazione Messaggio inviato da samsa
    credo che la nube gli sia già entrata nel cervello

    vogliono affievolire il referendum
    secondo me è un'ulteriore mazzata al referendum, anche loro stanno ammettendo che la questione è più complicata di come la volevano far passare. Secondo è tutta una mossa in vista delle prossime amministrative!
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  16. #676
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    Riprendo un discorso mi pare partito sul fotovoltaico ed eventuali truffe! ieri hanno fatto un servizio su striscia la notizia a riguardo! A quanto pare, anche se il contatore è "sigillato" nn è un problema trovare il modo di collegarlo alla "normale presa elettrica", basta semplicemente seguire il "percorso" dei vari cavi e agire in punti qualsiasi! In questo modo il contatore "girerà" grazie alla normale corrente elettrica che si paga tanto, viene rivenduto quasi al triplo del suo costo
    I controlli sn obbligatori a sto punto.......ma possibile che in italia nn si riesca a realizzare qualcosa a prova di manomissione? ok che praticamente nulla è sicuro al 100% ma neanche rendere il lavoro così facile ai truffatori
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  17. #677
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    Ecco un bell'articolo, distaccato, che spiega perché non conviene economicamente il nucleare senza considerare problemi legati alla sicurezza
    http://qualenergia.it/articoli/20110223
    Si evince che potremmo benissimo farne a meno e mette in luce che questo programma energetico per il lungo periodo è proprio pessimo, peché punta solo principalmente al nucleare
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  18. #678
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    Meglio se smetto di cercare informazioni va
    http://qualenergia.it/search/node/francia
    allucinante
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  19. #679
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    a pensare male si fa peccato però.........non è che i francesi sn così propensi alla guerra in libia principalmente per motivi energetici? a quanto pare il sistema francese basato sul nucleare inizia a scricciolare
    http://qualenergia.it/articoli/20091...io-black-out-1
    La Francia dell'atomo, dunque, si sta accorgendo di non avere abbastanza elettricità. Ma come colmerà il gap? Oltre che con altro nucleare (il travagliato nuovo reattore EPR da 1.600 MW in costruzione a Flamanville, è in ritardo di 2 anni) e con nuove centrali termoelettriche, un contributo significativo verrà da sole e vento: per il 2015, scrive il Reseau de Trasportation d'Energie, il fotovoltaico dovrà raggiungere i 1.400 MW e l'eolico superare i 9.000 MW.
    Ammazza non ho ancora trovato un solo motivo valido per il ritorno al nucleare e nessuno è ancora riuscito a portare un solo dato a favore anche la scusa che in futuro servirà più energia non regge più!
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  20. #680
    L'avatar di zephyr83
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    Ultima e poi la smetto, tanto vedo che il topic ha perso di interesse

    http://qualenergia.it/articoli/20090...-l-ideologia-0

    LE BUGIE

    L'energia elettrica in Italia è più cara perché in nostro mix di produzione è troppo sbilanciato verso il gas naturale e non abbiamo centrali atomiche.

    Ciò è assolutamente falso. L'alto costo dell'energia elettrica italiana è dovuta a quattro principali fattori:
    1. il sistema di formazione del prezzo dell'elettricità nella borsa elettrica, detto anche "sistema del prezzo marginale". Con questo sistema l'energia elettrica offerta non viene remunerata in base al singolo prezzo richiesto da ogni produttore, ma in base al prezzo più alto offerto tra i produttori, con il risultato di consentire loro grossi extra-profitti e un prezzo finale per i consumatori più alto anche del 10%.

    2. I cosiddetti "oneri generali di sistema", che pesano per un altro 10% sulle bollette elettriche e che servono a pagare lo smantellamento delle 4 vecchie centrali nucleari italiane (212 milioni di euro nel 2008), a ripagare le imprese elettriche e l'Enel in particolare per gli investimenti fatti prima della liberalizzazione (680 milioni di euro nel 2007), e soprattutto per incentivare le fonti assimilate alle rinnovabili, ossia la produzione di elettricità con gli scarti delle raffinerie di petrolio, con i rifiuti, con la cogenerazione a gas naturale. In particolare, queste fonti non rinnovabili, nel 2008 hanno rappresentato l'83,3% dei ritiri obbligati CIP6 e il costo per i consumatori è stato di 1.720 milioni di Euro.

    3. L'inadeguatezza della rete elettrica nazionale sia in alta, che media e bassa tensione. La rete di trasporto e di distribuzione è stata progettata negli anni '60 del secolo scorso, gli anni del monopolio, e realizzata principalmente come monodirezionale e quindi passiva. Le odierne esigenze sono invece di sviluppare reti di trasmissione attive, cioè in grado di accogliere e smistare efficientemente anche i flussi provenienti dai tanti piccoli e medi impianti (la cosiddetta generazione distribuita). Nel Sud Italia e nelle Isole poi, la rete di trasmissione è particolarmente insufficiente e congestionata, con il risultato che l'energia elettrica raggiunge prezzi molto elevati con punte, nella Borsa Elettrica, di 180 €/MWh contro medie di 70 €/MWh del resto dell'Italia (vedi
    Il nucleare civile francese è nato quindi in simbiosi con il nucleare militare, per ripartire gli enormi costi per produrre l'uranio e soprattutto per arricchirlo al cosiddetto "weapon grade". Lo sforzo civile e militare francese è stato imponente e la maggior parte dei costi, dalla Ricerca e Sviluppo fino al trattamento del combustibile esausto non sono mai entrati nel costo dei kWh che i cittadini pagano in tariffa, ma sono nascosti nelle tasse che pure i francesi pagano. Non dimentichiamo che EdF, la società elettrica che gestisce le centrali nucleari è statale e che anche gli arsenali militari e gli impianti di arricchimento e di ritrattamento dell'uranio sono statali.

    L'esperienza francese è irripetibile, soprattutto in un mercato liberalizzato dove i costi devono essere trasparenti e le attività industriali devono competere sul mercato. D'altra parte basta leggersi i rapporti della Corte dei Conti per rendersi conto delle gravi omissioni e dell'assoluta mancanza di trasparenza riscontrata nel settore nucleare e in particolare nel "decommissioning", stigmatizzati regolarmente dai giudici francesi nei loro rapporti periodici (pdf).

    Le centrali nucleari non emettono CO2

    Altra leggenda metropolitana alla quale peraltro sembrano crederci anche alcuni ambientalisti. La produzione dell'uranio, è una attività mineraria e industriale piuttosto lunga e complessa che comporta tutta una serie di lavorazioni che richiedono l'utilizzo di combustibili fossili, di elettricità, di enormi quantità di acqua, di acido solforico e infine di fluoro, gas altamente velenoso e che provoca un effetto serra migliaia di volte più potente della CO2.

    Solo le attività nel reattore non emettono CO2. Ma poi comincia la lunga e tormentata fase del ritrattamento del combustibile esausto, che dura decine e decine di anni con costi enormi in termini di uso di combustibili fossili ed elettricità per trasportarlo da un posto all'altro, riprocessarlo, condizionarlo, confinarlo in depositi provvisori, dato che in tutto il mondo non esiste ancora un deposito definitivo.

    Ma vediamo alcuni numeri prendendo come riferimento un EPR da 1.600 MW, come quelli che si vorrebbero costruire in Italia. Per produrre 12.000 GWh (12 TWh o 12 mld di kWh) all'anno occorre partire da qualcosa come 8.000.000 di tonnellate di roccia che vanno prima estratte, macinate, poi diluite con 1.400.000 metri cubi di acqua e 22.000 tonnellate di acido solforico. Alla fine si ottengono 350 tonnellate di Yellowcake, un ossido che contiene lo 0,7% di uranio fissile, più l'equivalente di una piramide di Cheope di scarti.
    Poi quest'uranio va arricchito per incrementare la parte fissile, cioè l'Uranio 235, almeno al 3,5%. L'arricchimento avviene per centrifugazione trasformando l'uranio in gas, l'esafluoruro di uranio. Per fare questo servono 370 tonnellate di fluoro, gas molto leggero, altamente volatile e che alla fine del processo è altamente radioattivo, impossibile da smaltire e che comporta una gestione molto onerosa.
    Finalmente si ottengono 40 tonnellate di uranio combustibile in forma di Bi-Ossido di Uranio, oltre che 250 tonnellate di uranio impoverito, che poi tanto povero non è, dato che contiene ancora lo 0,3% di uranio fissile, quindi radioattivo.

    In conclusione, per far funzionare un EPR per un anno si consumano 190.000 tep con l'immissione in atmosfera di 670.000 tonnellate di CO2. Poca cosa, dato che ciò corrisponde a soli 56 grammi di CO2/kWh. Se però consideriamo che la costruzione della centrale è responsabile dell'emissione di altri 12 grammi di CO2/kWh e che la gestione delle scorie comporta un "debito" stimato tra i 30 e i 65 grammi di CO2/kWh arriviamo a una cifra che oscilla tra i 96 e i 134 grammi di CO2/kWh, circa un terzo delle emissioni di un ciclo combinato a gas (eedi "Secure energy, civil nuclear power and global warming" Oxford Research Group, 2007).

    Ma la pacchia dura fino a che dura la disponibilità di minerale con concentrazioni di uranio piuttosto elevate. Man mano che la purezza del minerale di uranio diminuirà, ci vorrà più energia fossile per estrarre l'uranio e le emissioni di CO2 arriveranno inevitabilmente a eguagliare le emissioni di una centrale a gas.
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