Scusami se tu fossi di destra e fossi del Lazio, dopo tutto questo casino, dopo che hanno mostrato che non sono neanche capaci di presentare le liste nei tempi e ne modi prestabiliti, dopo che hanno fatto decreti salvaliste, dopo che senti dire che i magistrati sono talebani, tu davvero, da persona intelligente, gli vai a dare il voto e quindi la fiducia???Messaggio inviato da capitano nemo
Se è cosi allora è giusto che loro facciano le loro porxherie!!!
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Discussione
Il pdl rischia l'esclusione dalla corsa elettorale nella provincia di Roma
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09-03-2010, 09:38 #1561
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09-03-2010, 09:47 #1562
Pensa che c'è gente che dice che non possiamo lasciare il paese nelle mani della magistratura rossa... questa non può sempre decidere per noi.
Messaggio inviato da muccapazzamucca
Sono senza parole quando leggo commenti di questo tipo... è come se un ladro accusasse i magistrati che lo accusano.
Evidentemente a qualcuno dispiace se le norme vengono applicate.
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09-03-2010, 09:53 #1563
Pensa ai figli di queste persone che ora hanno pochi anni, quando saranno grandi, le bastonate che daranno ai loro genitori.Che futuro gli lasceranno???
Messaggio inviato da darionet
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09-03-2010, 09:56 #1564
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09-03-2010, 09:56 #1565
E se tu fossi di sinistra lo daresti a chi nelle elezioni precedenti ha proposto agli elettori uno che va a trans in orario d'ufficio, sniffa coca e si è fatto ricattare?
Messaggio inviato da muccapazzamucca
Ciò che non conoscete vi potrebbe danneggiare
Kevin Mitnick
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09-03-2010, 09:58 #1566
no, meglio darlo a uno mezzo mafioso, che va a prostitute in orario d'ufficio e nei palazzi pubblici, truffatore, dittatore!!!
Messaggio inviato da pinok
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09-03-2010, 09:59 #1567
Chi è, Miccichè?
Messaggio inviato da pinok
"Non discuto più con gli stupidi prima mi trascinerebbero al loro livello, poi mi batterebbero per esperienza"
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09-03-2010, 09:59 #1568
Ahahah vero, avevo dimenticato il vizietto di Ilvio
Messaggio inviato da fabry85dj
"Non discuto più con gli stupidi prima mi trascinerebbero al loro livello, poi mi batterebbero per esperienza"
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09-03-2010, 10:00 #1569
Una crisi di regime
CHE COSA indica la decisione del Tar del Lazio che, ritenendo inapplicabile l'assai controverso decreto del Governo, ha confermato l'esclusione della lista del Pdl dalle elezioni regionali in questa regione? In primo luogo rivela l'approssimazione giuridica del Governo e dei suoi consulenti, incapaci di mettere a punto un testo in grado di superare il controllo dei giudici amministrativi. Ma proprio questa superficialità è il segno della protervia politica, che considera le regole qualcosa di manipolabile a proprio piacimento senza farsi troppi scrupoli di legalità. E, poi, vi è una sorta di effetto boomerang, che mette a nudo le contraddizioni di uno schieramento politico che, da una parte, celebra in ogni momento le virtù del federalismo e, dall'altra, appena la convenienza politica lo consiglia, non esita a buttarlo a mare, tornando alla pretesa del centro di disporre anche delle materie affidate alla competenza delle regioni.
Proprio su quest'ultima constatazione è sostanzialmente fondata la sentenza del Tar del Lazio. La materia elettorale, hanno sottolineato i giudici, è tra le competenze delle regioni e, partendo appunto da questo dato normativo, la Regione Lazio ha approvato nel 2008 una legge che ha disciplinato questa materia.Lo Stato non può ora invadere questo spazio, sostituendo con proprie norme quelle legittimamente approvate dal Consiglio regionale. Il decreto, in conclusione, non è applicabile nel Lazio. I giudici amministrativi, inoltre, hanno messo in evidenza come non sia possibile dimostrare alcune circostanze che, in base al decreto del 5 marzo, rappresentano una condizione necessaria per ritenere ammissibile la lista del Pdl. In quel decreto, infatti, si dice che il termine per la presentazione delle liste si considera rispettato quando "i delegati incaricati della presentazione delle liste, muniti della prescritta documentazione, abbiano fatto ingresso nei locali del Tribunale". Il Tar mette in evidenza due fatti. Il primo riguarda l'assenza proprio del delegato della lista che ha chiesto la riammissione. E, seconda osservazione, non è possibile provare che lo stesso delegato, presentatosi in ritardo, avesse con sé il plico contenente la documentazione richiesta.
Se il primo rilievo sottolinea l'approssimazione di chi ha scritto il decreto, il secondo svela la volontà di usare il decreto per coprire il "pasticcio" combinato dai rappresentanti del Pdl. Che non è frutto, lo sappiamo, di insipienza. È stato causato da un conflitto interno a quel partito sulla composizione della lista, trascinatosi fino all'ultimo momento, anzi oltre l'ultimo momento fissato per la presentazione della lista. È una morale politica, allora, che deve essere ancora una volta messa in evidenza. Per risolvere le difficoltà di un partito non si è esitato di fronte ad uno stravolgimento delle regole del gioco. La prepotenza ha impedito anche di avere un minimo di pazienza, visto che la riammissione da parte dei giudici dei listini di Formigoni e Polverini ha eliminato il rischio maggiore, quello di impedire in regioni come la Lombardia e il Lazio che il partito di maggioranza avesse un suo candidato. Si dirà che, una volta di più, i giudici comunisti hanno intralciato l'azione di Berlusconi e dei suoi mal assortiti consorti? È possibile. Per il momento, però, dobbiamo riconoscere che proprio i deprecati giudici hanno arrestato, sia pure provvisoriamente (si attende la decisione del Consiglio di Stato), una deriva verso la sospensione di garanzie costituzionali.
Non possiamo dimenticare, infatti, che la democrazia è anche procedura: e il decreto del governo manipola proprio le regole del momento chiave della democrazia rappresentativa. La democrazia è tale solo se è assistita da alcune precondizioni: e le sciagurate decisioni della Commissione parlamentare di vigilanza e del Consiglio d'amministrazione della Rai hanno obbligato al silenzio una parte importante dell'informazione, rendendo così precaria proprio la precondizione che, nella società della comunicazione, ha un ruolo decisivo. Non dobbiamo aver paura delle parole, e quindi dobbiamo dire che proprio la congiunzione di questi due fatti, se dovesse permanere, altererebbe a tal punto le dinamiche istituzionali, politiche e sociali da rendere giustificata una descrizione della realtà italiana di oggi come un tempo in cui garanzie costituzionali essenziali sono state sospese.
Comunque si concluda questa vicenda, il confine dell'accettabilità democratica è stato comunque varcato. Una crisi di regime era già in atto ed oggi la viviamo in pieno. Nella storia della Repubblica non era mai avvenuto che una costante della vita politica e istituzionale fosse rappresentata dall'ansiosa domanda che accompagna fin dalle sue origini gli atti di questo Governo e della sua maggioranza parlamentare: firmerà il Presidente della Repubblica? Questo vuol dire che è stata deliberatamente scelta la strada della forzatura continua e che si è deciso di agire ai margini della legalità costituzionale (un tempo, quando si diceva che una persona viveva ai margini della legalità, il giudizio era già definitivo). Questa scelta è divenuta la vera componente di una politica della prevaricazione, che Berlusconi ha fatto diventare guerriglia continua, voglia di terra bruciata, pretesa di sottomettere ogni altra istituzione. Da questa storia ben nota è nata l'ultima vicenda, dalla quale nessuno può essere sorpreso e che, lo ripeto, rivela piuttosto quanto profondo sia l'abisso nel quale stiamo precipitando,
A questo punto, la scelta di Napolitano, ispirata com'è alla tutela di "beni" costituzionali fondamentali, deve assumere anche il valore di un "fin qui, e non oltre", dunque di un presidio dei confini costituzionali che arresti la crisi di regime. Ma non mi illudo che la maggioranza, dopo aver lodato in questi giorni l'essere super partes di Giorgio Napolitano, tenga domani lo stesso atteggiamento di fronte a decisioni sgradite in materie che già sono all'ordine del giorno.
Ora i cittadini hanno preso la parola, e bene ha fatto il Presidente della Repubblica a rispondere loro direttamente. Qualcosa si è mosso nella società e tutti sappiamo che la Costituzione vive proprio grazie al sostegno e alla capacità di identificazione dei cittadini. È una novità non da poco, soprattutto dopo anni di ossessivo martellamento contro la Costituzione. Oggi la politica dell'opposizione dev'essere tutta politica "costituzionale". Dopo tante ricerche di identità inventate o costruite per escludere, sarebbe un buon segno se la comune identità costituzionale venisse assunta come la leva per cercar di uscire da una crisi che, altrimenti, davvero ci porterebbe, in modo sempre meno strisciante, a un cambiamento di regime.
RODOTA' (Giurista!)
repubblica online
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09-03-2010, 10:18 #1570
Capisco perfettamente il tuo ragionamento. Non fa una grinza.
Messaggio inviato da muccapazzamucca
Il guaio è che troppe persone non sono al corrente di queste informazioni.
Guardano solo il TG4 o il TG1...
Altri hanno il cervello bollito dalla propaganda di illo.
Goebbels diceva che una bugia ripetuta molte volte diventa una verità.
Illo ha incominciato con la storiella dei comunisti, poi i magistrati e via cantando.
Senza una libera informazione i risultati si vedono, purtroppo.Dopo aver tanto contribuito alla condivisione di idee, poiché questo glorioso forum non sarà più accessibile dal 30/4/23, registratevi su
https://telefonino.forumfree.it
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09-03-2010, 10:18 #1571
Ciampi dixit:
"Io credo che la soluzione migliore sarebbe stata quella di rinviare la data delle elezioni. Ma per fare questo sarebbe stata necessaria una volontà politica che, palesemente, nella maggioranza è mancata. Ma soprattutto io credo che sarebbe stato necessario, prima di tutto, che il governo riconoscesse pubblicamente, di fronte al Paese e al Parlamento, di aver commesso un grave errore. Sarebbe stato necessario che se ne assumesse la responsabilità, chiedendo scusa agli elettori e agli eletti. Da qui si doveva partire: a quel punto, ne sono sicuro, tutti avrebbero lavorato per risolvere il problema, e l'opposizione avrebbe dato la sua disponibilità a un accordo. Bisognava battersi a tutti i costi per questa soluzione della crisi, e inchiodare a questo percorso chi l'aveva causata. Ma purtroppo la maggioranza, ancora una volta, ha deciso di fuggire dalle sue responsabilità, e di forzare la mano"
http://www.repubblica.it/politica/20...iampi-2560836/(¯`v´¯)
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09-03-2010, 10:22 #1572
10 a 0 per fabry... Grande quotone...
Messaggio inviato da fabry85dj
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09-03-2010, 10:36 #1573
- Registrato il
- May 2007
- Messaggi
- 2,494
Esempio assolutamente fuori luogo e inutile non mi sembra che marrazzo si sia ricandidato.....
Messaggio inviato da pinok
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09-03-2010, 10:46 #1574
Il problema non è l'esempio... è il rispondere ad una domanda/osservazione con un'altra domanda/osservazione.
Messaggio inviato da billy82
Io mi chiedo... è normale che un partito politico (ed in certi casi alcuni suoi rappresentanti) incapace di rispettare delle semplici norme (leggi per i rappresentanti) possa ricorrere alla modifica delle leggi che non rispettano ?
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09-03-2010, 10:46 #1575
E aggiungo che si è pure dimesso, merce rara ai tempi d'oggi.
Messaggio inviato da billy82
"Non discuto più con gli stupidi prima mi trascinerebbero al loro livello, poi mi batterebbero per esperienza"
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09-03-2010, 10:48 #1576
No. Infatti io non voto più ormai da anni!!!Ed ero di sx un tempo!!!
Messaggio inviato da pinok
Mi dispiace che ci sono ancora persone di dx che vengono totalmente imbambolate dallo psiconano!!!
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09-03-2010, 10:52 #1577
OK sono d'accordo con te. Ma non ci vuole molta informazione a capire ciò che hanno fatto, e un pò i vari tg ne hanno parlato. Se sei acuto lo capisci, se sei capra, pace all'anima tua: se si nasce tondi non si può morire quadrati!!!
Messaggio inviato da capitano nemo
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09-03-2010, 11:03 #1578
Messaggio inviato da darionet
la liberta' e' anche questa....dire cio' che si vuole‘Tra tutte le dittature la peggiore è quella dei giudici” Alexis de Toqueville
Non esiste un politico che dica sempre la verità; altrimenti non sarebbe diventato un politico. ( M.T.)
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09-03-2010, 11:05 #1579
Il prossimo fronte della campagna PdL sarà un incremento dell'attacco alla magistratura.
Sul Giornale già si stanno scatenando.
Peccato che nessuno fa notare come, se si afferma che un magistrato antepone le proprie, supposte, convinzioni politiche, al proprio dovere, non si capisce perché non lo possa invece una persona sotto processo per farsi scagionare oppure il governo stesso per favorire la propria parte.
Il magistrato si dà per scontato che si comporti male perchè "interessato a farlo", mentre si vuole far credere che il Presidente del Consiglio non lo faccia e nemmeno la maggioranza, pur avendo ben maggiori interessi in gioco.(¯`v´¯)
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09-03-2010, 11:05 #1580
Messaggio inviato da muccapazzamucca
devi votare, invece‘Tra tutte le dittature la peggiore è quella dei giudici” Alexis de Toqueville
Non esiste un politico che dica sempre la verità; altrimenti non sarebbe diventato un politico. ( M.T.)



