La chiamano geopolitica.
I russi oramai fanno terra bruciata lungo il confine Damasco/Aleppo.
Si delinea una divisione tra la parte occidentale, a maggioranza sciita, che rimarrebbe sotto il controllo di Assad, e l'altra parte lasciata momentaneamente al suo destino (ISIS - Arabia Saudita - Turchia). Nel mezzo la città di Homs, risalente al 2.300 a.c. la terza della Siria, che è stata rasa interamente al suolo. Contava 800.000 abitanti.
Bombardamenti a tappeto anche sulla città di Aleppo.
Centinaia di migliaia di profughi che corrono (letteralmente) verso il confine Turco
A questo aggiungiamo che i Turchi sparano a vista sui profughi che cercano di passare lungo il filo spinato e non lungo i corridoi umanitari, spesso aperti ad intermittenza. Pressione politica per sbloccare il pagamento dei tre miliardi di euro per tenersi i profughi ed "evitare" che vadano in Europa. Con la cancelliera Merkel (frettolosamente osannata come una grande benefattrice) in prima linea a cercare di convincere tutti i paesi dell'unione a sbloccare questo accordo. La Turchia si riempirà di campi profughi ed assomiglierà sempre più ad una Palestina 2.
Adesso però la Turchia cerca di accelerare sull'invio di truppe via terra. La motivazione ufficiale è per combattere l'ISIS a fianco degli alleati (NATO)
Le forze curde Ypg stanno riconquistando postazioni strategiche nel Nord della Siria bloccando l'accesso dell'Isis al confine con la Turchia. Il Kurdistan siriano via via acquista maggior peso strategico ed è il naturale alleato del PKK impegnato anch'esso nella guerra contro lo Stato Islamico in Iraq con i peshmerga curdi.
La stessa Turchia che deve ricevere 3 miliardi di dollari. Chissà come li spenderà?
D'altro canto anche l'Arabia saudita preme. Anche lei deve combattere l'ISIS. Si farebbe peccato a pensare che sia il malcelato tentativo di spodestare le residue resistenze sciite nella regione e contrastare le recenti vittorie sul fronte dell'esercito regolare siriano, spalleggiato dai russi, dagli Hezbollah libanesi, dall'l'Iran e, come detto prima, dalle forze curde Ypg. Le potenze sunnite vedono pian piano naufragare i loro propositi. Ricordo, vado a memoria, che l'Arabia Saudita è il primo importatore di armi al mondo.
La Nato, al solo scopo di supportare l'emergenza migranti in Turchia e nel mar Egeo ovviamente, ha dispiegato alcune navi nel mar mediterraneo. Aerei di sorveglianza Awacs pattugliano il confine siriano-turco. Nessuno osi pensare che ciò serva di copertura ad Erdogan, alle operazioni in Siria in funzione anti-Assad e contro i curdi. Contemporaneamente 40mila uomini sono schierati nell’Europa dell’Est come forze di reazione rapida
Stoltenberg, segretario generale della Nato , dichiara: "La Nato schiererà nell'Europa dell'Est tante forze quante riterrà opportuno... Si tratterà di forze multifunzionali, per sottolineare il fatto che l'attacco a qualsiasi Stato alleato rappresenta l'attacco a tutti i paesi Nato ... "
Io continuo a sperare che le cose vadano per il meglio. Ma i recenti avvenimenti mi lasciano sempre più esterrefatto. L'opinione pubblica sembra sconoscerli, presa com'è a parlare di festival e ****ate varie.
Dopo aver tanto contribuito alla condivisione di idee e conoscenze, questo glorioso forum non sarà più accessibile dal 30/04/2023. Grazie a tutti/e
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Discussione
Venti di guerra
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16-02-2016, 20:07 #1
Venti di guerra
"Iu tu rissi .... ora u sai .... bye bye"

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16-02-2016, 20:39 #2Banned
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L'europa prima ci guadagna dalla vendita di armi
Poi spende quei soldi per bloccare i profughi che sono senza casa anche per causa sua
Ma ci sono o ci fanno
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26-02-2016, 23:48 #3
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Riferendomi all'altro thread: Sai benissimo perché ho usato il termine complottista, non fingere di non capire.
In topic: Isis è una comoda scusa per modificare gli assetti in medio oriente, la Russia dopo l'ucraina continua con l'esibizione di forza nel chiaro intento di far capire (se mai ce ne fosse stato bisogno) che la supremazia militare Usa è materia da Hollywood e basta.
Dal canto suo la Nato non compie nessuna mossa risolutiva, a mio modo di vedere perché bisogna capire chi sarà il prossimo inquilino della casa bianca e agire di conseguenza.
In tutto questo le potenze regionali arabe regolano i propri conti, specie quelli interni e Israele rimane in vigile allerta pronta a reagire nel caso emergesse un "ras del quartiere" più pericoloso del solito.
Europa? Profughi? Sullo scacchiere non contano una fava.***Firma modificata dal moderatore*** Ti ricordo che come da regolamento la firma non deve eccedere le 3 righe di testo a carattere medio. Firme troppo lunghe o con caratteri troppo grandi saranno cancellate.
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26-02-2016, 23:50 #4Banned
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L'europa ormai è solo il serbatoio da riempire e rimpinzire di profughi.
Se venisse eletto Trump avremmo la terza guerra mondiale.
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27-02-2016, 00:51 #5
Messaggio inviato da krak76
Per me vedi troppi film di Hollywood (per rimanere in tema con le tue affermazioni).
La Russia non deve far capire niente a nessuno. La Russia fa i suoi interessi.
E' di tutta evidenza che le decisioni di Georgia e Ucraina e quella più recente del Montenegro, tanto per fare qualche nome, mirano all'accerchiamento da parte della NATO ed a restringere la sfera di influenza Russa. A Sebastopoli, in Crimea, è di stanza la flotta russa del Mar nero. Punto strategico imprescindibile. Come se la Sicilia decidesse di passare armi e bagagli ai Russi. Gli americani col ****o che la lascerebbero andare via con le basi missilistiche che vi sono dislocate.
L'ISIS non è una comoda scusa. L'ISIS è la scusa. Una organizzazione finanziata e diretta dalle potenze sunnite del golfo (in primo luogo Turchia ed Arabia Saudita) con la compiacenza delle potenze occidentali, in primis gli Stati Uniti. Mesi di raid inutili sino a che non è arrivata la Russia che sta sbaragliando il campo. Lo sbocco sul Mar mediterraneo rimane sciita con tutte le conseguenze del caso. I Sunniti fremono e l'Iran sta a guardare forte dell'accordo sul nucleare con gli Stati Uniti.
Al nord le forze curde hanno creato un cuscinetto che ha interrotto il passaggio di molti fiancheggiatori dell'ISIS dalla Turchia tanto che Erdogan bombarda a raffica e minaccia azioni di terra. L'Arabia Saudita, con gli altri paesi Sunniti del golfo, sta in queste ore svolgendo la più grande esercitazione militare con più di 350.000 uomini.
Israele guarda. Guarda soprattutto all'alleato americano, molto ondivago! Qualcuno comincia a farsi qualche domanda. A Gerusalemme ma anche negli USA.
L'Europa è succube degli Stati Uniti, conta poco o nulla. Germania e Francia hanno evitato una crisi ben maggiore dopo i fatti della Georgia e dell'Ucraina, ma le decisioni vengono prese altrove.
I profughi ovviamente sono povere vittime. Usati per scopi geopolitici.
La civiltà occidentale e le libertà che esporta a suon di missioni di pace o difensive.
La guerra è pace diceva Orwell (visto che a te sta tanto simpatico)
"Iu tu rissi .... ora u sai .... bye bye"

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27-02-2016, 09:19 #6
L ' analisi che hai fatto è assolutamente condivisibile e ragionevole .
Se leggi sul forum in un topic di qualche mese fa che parlava proprio di Siria è stata espressa più o meno nello stesso modo : tentativo di contenimento ed accerchiamento della Russia ( io credo per evitare in caso di guerra l ' errore di Napoleone e dei tedeschi sconfitti dalla tecnica della terra bruciata e dal generale Inverno ) , Siria che diventa , come l ' Italia del 600, scacchiere dove scatenare conflitti tra potenze regionali le cui ragioni di esistere sono altrove ( per questo io sono morbido con i rifugiati siriani , incolpevoli vittime di un gioco crudele ) .
Israele che rimane alla finestra con la mano sulla fondina .
Europa inconsistente ed in balia del suo potente alleato.
Anche la chiusura con la stigmatizzazione in chiave orwelliana del termine "missione di pace" è assolutamente condivisibile .
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27-02-2016, 09:34 #7
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Sinceramente non capisco dove vuoi arrivare, evidentemente non ho letto Orwell a sufficienza.
Messaggio inviato da megamaster71
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27-02-2016, 09:39 #8
L'Europa, quando si parla di guerre, da 55 anni fa la parte del Gigante... nano.
Zitto e cedola!
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27-02-2016, 10:07 #9
perché 55? La fai coincidere con la fine del colonialismo invece che con la sconfitta tedesca ?
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27-02-2016, 10:09 #10
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In effetti anche io avrei detto da un buon 70 anni.
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27-02-2016, 10:11 #11Banned
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io voglio solo capire tutti questi profughi dove andranno
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27-02-2016, 10:23 #12
l'europa non è uno stato unitario, quindi volerlo considerare tale è alquanto discutibile
le uniche nazioni europee che potrebbero intraprendere realmente qualcosa, nell'ambito militare, sono gran bretagna a francia, che hanno pochi interessi a infilarsi in una guerra in siria, la germania per fare guerra fuori i suoi confini, oltre a dover buttare la costituzione nel cestino, infrangerebbe non si sa quanti trattati internazionali post seconda guerra mondiale, sul suo starsene buona, il resto delle nazioni europee italia inclusa non hanno ne i mezzi e soprattutto mancano le risorse economiche per fare qualcosa, resterebbe la nato che cmq come è stato accennato, è vincolata agli usa, unica tra le sue nazioni che può impegnarsi realmente e non a fantasia, sia come mezzi che come risorse.
L'europa paga la sua debolezza economica e militare, d'altronde quando si spendono 4 soldi nelle armi proprio in italia, comincia il festival delle critiche perchè a noi non serve nessuno arma in più oltre le fionde...
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27-02-2016, 12:00 #13
Il medio oriente è una parte strategica dell'intero scacchiere geopolitico. Anche da piccoli, giocando a Risiko, sapevamo benissimo che per stare per i ****i nostri andavamo in paesi satellite mentre per controllare la situazione ci mettevamo al centro
Messaggio inviato da krak76

In quell'area si incontrano Asia, Africa ed Europa
Ti spiego il mio punto di vista
Finchè la Siria è stata utile, in pendenza di altri conflitti nell'area, veniva disegnata come un modello similare a quello occidentale. Laicità dello Stato e benessere dei cittadini. Ricordo gli articoli di giornale che ritraevano Bashar Hafiz al-Assad e la moglie in incontri mondani e culturali. La moglie in particolare veniva dipinta come grande benefattrice. Grande sostenitrice dei diritti civili nel mondo arabo e fautrice di numerosi eventi di carattere culturale. I giornali questo ci raccontavano e noi bevevamo tutto.
Poi venne la primavera araba. Non mi dilungo troppo sul perchè sia avvenuta e chi l'abbia realmente voluta (gli effetti li vediamo ancora adesso)
Com'è noto la Siria è a maggioranza sunnita ma al potere c'è Assad che invece è sciita alauita. Basta che prendi una cartina geografica ti accorgi che dall'Iran alla Siria per avere lo sbocco sul mediterraneo c'è un corridoio che è detto per l'appunto corridoio sciita. Il mondo arabo sunnita lo vede come la peste negli occhi. (anche qui non mi dilungo troppo ma ti dico che i motivi sono due religioso ed economico).
Come sovvertire il regime? fomentando focolai di ribellione interni. Facendo leva sulla religione. Ecco che nascono numerose forze ribelli (che gli americani orwellianamente chiamano ribelli "moderati") che scatenano una guerra civile. Tra queste il Fronte al-Nusra affiliato ad al-Qaeda e l'autoproclamato Stato islamico. Chi li finanzia è noto: Potenze sunnite del golfo e Stati Uniti d'America.
Ovviamente gli sciiti che hanno capito perfettamente dove si va a parare fanno quadrato.
Ecco che Assad riceve il sostegno degli Hezbollah libanesi e dall'l'Iran. Indirettamente anche da parte delle forze curde Ypg. Queste sono ostili ad Assad ma lo sono di più verso lo Stato islamico ed i ribelli. In questo momento sono quelli che stanno combattendo una guerra a 360°. Ovviamente la Turchia non può permettersi di vedere i curdi siriani in posizione di preminenza sullo scacchiere politico mediorientale. Il PKK ed i peshmerga stanno li a due passi. Inoltre hanno preso il controllo dell'intera striscia che da Kobane va a Qamislo, interrompendo ogni via di collegamento dei mercenari che dalla Turchia si univano ai ribelli ed all'ISIS.
La Russia appena ha capito che le cose stavano precipitando è intervenuta. Ha interessi a mantenere la sua influenza su quell'area nella quale, già prima del conflitto, aveva alcune basi militari.
La guerra dell'occidente contro l'ISIS era una farsa. Mesi e mesi per non concludere nulla e nel frattempo si era creato un fiorente mercato di contrabbando del petrolio rubato ai siriani. A questo aggiungiamo la guerra dei prezzi sul petrolio che portano avanti da molto tempo volta ad indebolire economicamente proprio la Russia.
In poco tempo ha rovesciato le sorti del conflitto. Con la tattica della terra bruciata ha bloccato l'avanzata delle forze ribelli ha separato la parte occidentale a maggioranza sciita e con lo sbocco sul mediterraneo lungo la direttrice Damasco Aleppo e adesso piano piano si potrebbe riprendere tutto.
Ovviamente Turchia ed Arabia Saudita non ci stanno.
L'Arabia Saudita peraltro bombarda da mesi lo Yemen, dopo il colpo di Stato sciita dei ribelli Houthi (ma anche di questo nessuno parla) e non riesce a cavare un ragno dal buco. La stessa Turchia che mette in prigione gli intellettuali che denunciano ciò e l'Arabia Saudita che giustizia Al Nimr che voleva pacificare sciiti e sunniti. Quanta ipocrisia!
Ecco che allora minacciano azioni di terra e la Turchia invoca il mutuo soccorso Nato. Ovviamente gli americani non sono mica scemi sanno bene che le prenderebbero (checcè ne dicano molti). Una guerra di terra sarebbe una follia (e non so se poi si farà davvero, oramai siamo governati da malati mentali megalomani).
Comunque la Nato non è vero che sta con le mani in mano. Invia alcune navi nel mar mediterraneo. Aerei di sorveglianza Awacs pattugliano il confine siriano-turco. La scusa è di supportare l'emergenza migranti in Turchia e nel mar Egeo, ma bestia chi ci crede. C'è bisogno della Nato?
I profughi? milioni di povere anime che fuggono da tutti. Da Assad, dall'Isis, dalla Russia e dall'Arabia Saudita.
Persone che fino a qualche anno erano davvero come noi. Medici, insegnanti, architetti, commercianti. Centinaia di migliaia di profughi, la maggior parte ammassati in Turchia. Ecco perchè parlavo di una Palestina 2.
Adesso c'è un accordo sul cessate il fuoco.
Il seguito vedremo come andrà
Riguardo al gomblotto
Adesso i giornali ci dicono che Assad è diventato un mostro (prima non lo era) e tutti gli crediamo.
Adesso ci dicono che le missioni di guerra sono di pace e difensive e noi gli crediamo.
Adesso ci dicono che lo facciamo per i siriani, per il loro bene e noi gli crediamo
Adesso ci dicono che la Turchia è europea ed il processo di integrazione va velocizzato e noi gli crediamo
Adesso ci dicono che l'Arabia Saudita è un paese occidentale e noi gli crediamo. Nella monarchia islamica, dove vige un’applicazione rigida della sharia, vengono violati tutti i principali diritti umani. Sai cosa succede dal 2016? l’ambasciatore saudita Faisal bin Hassan Trad è appena stato eletto a capo del Consiglio per i diritti umani dell’Onu per l’anno 2016.
Lo sai che gli stati canaglia sono quegli stati in cui le banche centrali non sono sotto il controllo diretto o indiretto delle banche mondiali e non subiscono le pressioni dell'FMI e della banca mondiale? La Siria ha riserve petrolifere abbondanti, una Banca centrale dello Stato. Sanità ed educazione pubbliche. Multiculturalismo e libertà di professare ogni religione. Il ceto medio era benestante ed acculturato.
Oramai le guerre si vincono economicamente e, solo se del caso, militarmente.
Si impongono politiche neoliberiste per creare debiti e sottoporre a controllo chi li dovrà pagare.
Basta vedere quello che successe alla fine del XX° secolo nel Sud America.
Anche qui il discorso sarebbe troppo lungo"Iu tu rissi .... ora u sai .... bye bye"

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27-02-2016, 13:38 #14
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Tutto vero e tutto noto ma, dov' è novità? Stai descrivendo l'ennesimo episodio della politica made in Usa dalla seconda guerra mondiale in poi.
Messaggio inviato da megamaster71
Non ci sono "piani", é il solito occidente, Stati uniti in testa, che vuole mantenere e possibilmente espandere il proprio potere economico.
Magari sembro cinico ma c'è qualcuno che onestamente ha mai pensato che il pianeta sarebbe un giorno stato in pace, libero da povertà ecc ecc?
Il discorso in effetti sarebbe molto lungo anche se interessante, quando non citi Orwell sai essere piacevole
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27-02-2016, 13:48 #15
A parte qualcuno della scuola di Francoforte no.
L' analisi di megamaster è assolutamente corretta, quello che può far storcere il naso è l' implicita conclusione di una mano occulta che muove le ambizioni di stati, gruppi politici, economici e religiosi come fossero pedine.
Questo ruolo, dato una volta agli ebrei non esiste.
Dove qualcuno vede una sorta di Specre uscita da qualche film di 007 io ci vedo di contro proprio l' incapacità statunitense di regger le fila della politica mondale.
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27-02-2016, 14:21 #16
Cito Orwell perchè aveva previsto il "metodo" diciamo così
Messaggio inviato da krak76

Ed infatti non concordo con voi.
Di questo meccanismo sono vittima anche gli americani.
La grande depressione colpì loro in primis. Poi venne Keynes ma sappiamo che la scuola neo-classica di Chicago oramai sta trionfando. Dopo 80 anni la stessa storia: nel 2008 fallisce la Lehman Brothers e c'è la prima botta. Poi si inventano il Bail-in. Adesso stiamo messi molto peggio che nel 2008. Deutsche Bank in poco tempo ha perso quasi la metà del suo valore, la gran parte dall'inizio dell'anno (-39,2%). Possiede 50 mila miliardi di titoli derivati che fanno parte del suo portafoglio. Parliamo di cifre impressionanti: decine di volte il Pil della Germania. Un eventuale collasso avrebbe inimaginabili effetti a catena su tutte le altre banche europee e non.
Il liberismo illiberale che qualcuno chiama turbocapitalismo colpisce tutti gli esseri umani.Tutti diverranno schiavi pensando di essere liberi. Tutti saranno soggetti al "grande Fratello" chiamiamolo così visto che ti piace (scherzo
)
"Il rapporto annuale 2015-2016 presentato da Amnesty International mostra come il sistema di protezione internazionale dei diritti umani sia in grave pericolo. Gli stati dovrebbero difenderlo, ed invece sono proprio loro che maggiormente lo attaccano: i draconiani piani nazionali di sicurezza che rispondono solo a interessi singoli hanno avuto come risultato la progressiva distruzione dei diritti e delle libertà fondamentali. Era dalla Seconda Guerra Mondiale che non si verificavano tanti abusi in nome della difesa della sicurezza nazionale, che tutto sembra giustificare."
La guerra al terrorismo? come no!
Tanto per approfondire solo questo aspetto posto questi link
http://www.lemonde.fr/idees/article/...6816_3232.html
la traduzione te la posto nel prossimo intervento, nel caso non conoscessi bene il francese"Iu tu rissi .... ora u sai .... bye bye"

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27-02-2016, 14:23 #17
– DI GIORGIO AGAMBEN –
lemonde.fr
Secondo il filosofo italiano Giorgio Agamben, lo stato di emergenza non è uno scudo a difesa della democrazia. Al contrario, ha sempre annunciato le dittature.
Non è possibile capire l’obiettivo reale della proroga dello stato di emergenza in Francia [prorogato fino alla fine di febbraio] se non la si colloca nel contesto di una radicale trasformazione del modello statale che ci è più familiare.
Bisogna prima di tutto smentire quel che dicono donne e uomini politici irresponsabili, secondo i quali lo stato di emergenza sarebbe uno strumento a difesa della democrazia.
Gli storici sanno bene che è vero il contrario. Lo stato di emergenza è infatti il dispositivo attraverso il quale i regimi totalitari si affermarono in Europa. Negli anni che precedettero la salita al potere di Hitler, ad esempio, i governi socialdemocratici di Weimar avevano fatto un tale ricorso allo stato di emergenza (o stato di eccezione, come dicono i tedeschi) che è lecito dire che la Germania aveva smesso di essere una democrazia parlamentare già prima del 1933.
Il primo atto politico di Hitler, dopo la sua nomina, fu proclamare lo stato di emergenza, che da allora in poi non fu mai più revocato. Quando ci si stupisce del fatto che in Germania i nazisti abbiano commesso impunemente così tanti crimini, si dimentica che quelle azioni erano perfettamente legali, poiché il paese era sottoposto allo stato di emergenza e poiché le libertà individuali erano sospese.
Non c’è motivo di escludere che uno scenario analogo possa ripetersi in Francia: non è difficile immaginare un governo di estrema destra mentre si serve di uno stato di emergenza al quale i cittadini sono stati assuefatti dai governi socialisti. In un paese che vive in uno stato di emergenza continuo e nel quale le operazioni di polizia sostituiscono progressivamente il potere giudiziario, è lecito attendersi una dissoluzione rapida e irreversibile delle istituzioni pubbliche.
Sostenere la paura
Questo è ancor più vero in considerazione del fatto che lo stato di emergenza si inserisce, oggi, all’interno del processo che sta trasformando le democrazie occidentali in qualcosa che bisogna ormai chiamare «Stato di sicurezza» (o Security State,come dicono i politologi americani). La parola «sicurezza» è entrata a tal punto nel lessico politico che possiamo dire, senza paura di sbagliare, che la «ragion di sicurezza» ha preso il posto di quella che un tempo si chiamava la «ragion di Stato». E tuttavia un’analisi di questa nuova forma di governo è attualmente difficile da fare: lo Stato di sicurezza non si riferisce né allo Stato di diritto né a quello che Michel Foucault chiamava «disciplinamento sociale». È quindi opportuno mettere qui qualche paletto in vista di una possibile definizione.
Nel modello del filosofo inglese Thomas Hobbes, che ha influenzato profondamente la nostra filosofia politica, il contratto con cui i poteri erano trasferiti al Sovrano presupponeva la paura reciproca e la guerra di tutti contro tutti: lo Stato era per l’appunto ciò che doveva mettere fine alla paura. Nello Stato di sicurezza questo modello è ribaltato: lo Stato si fonda durevolmente sulla paura e deve sostenerla ad ogni costo, perché da essa trae la sua funzione essenziale e la sua legittimazione. Già Foucault aveva dimostrato che, quando la parola «sicurezza» fece la sua comparsa nel lessico politico francese con i governi fisiocratici precedenti alla Rivoluzione, non si cercava di prevenire le catastrofi o le carestie ma di lasciare che accadessero per poi guidarle e orientarle nella direzione che si riteneva più conveniente.
Non c’è alcun senso giuridico
Allo stesso modo, la sicurezza di cui si parla oggi non mira affatto a prevenire gli atti di terrorismo (cosa peraltro molto difficile, se non impossibile, dato che le misure di sicurezza sono efficaci solo ad attacco avvenuto e dato che il terrorismo è per definizione un attacco senza preavviso), ma mira a stabilire un nuovo tipo di rapporti fra le persone, basato su un controllo generalizzato e illimitato: dal che l’attenzione particolare sui dispositivi che permettono un controllo totale dei dati informatici e delle comunicazioni dei cittadini, compresa la possibilità di accedere integralmente al contenuto dei computer personali.
Il primo rischio è una deriva verso la creazione di una relazione sistemica fra terrorismo e Stato di sicurezza: se lo Stato ha bisogno della paura per legittimarsi, allora è necessario provocare il terrore o, nella migliore delle ipotesi, fare in modo che non sia ostacolato. Si vedono così paesi che perseguono una politica estera che alimenta quel terrorismo che poi pretendono di combattere all’interno, che intrattengono relazioni cordiali o addirittura vendono armi a Stati che sono noti finanziatori delle organizzazioni terroristiche.
Un secondo aspetto che è importante tenere a mente è il cambiamento nello statuto politico dei cittadini e del popolo, che si reputava depositario della sovranità. Nello Stato di sicurezza si osserva una tendenza irrefrenabile verso una depoliticizzazione progressiva dei cittadini, la cui partecipazione alla vita politica si riduce ai sondaggi elettorali. Tale tendenza è ancor più inquietante se si considera che era stata teorizzata dai giuristi nazisti, che definivano il popolo come un elemento sostanzialmente impolitico al quale lo Stato doveva garantire protezione e crescita. Ora, secondo questi teorici c’era un unico modo per politicizzare questo elemento impolitico: attraverso la comunanza della nascita e della razza, che avrebbe distinto il popolo dallo straniero e dal nemico. Non si tratta qui di confondere lo Stato nazista con lo Stato di sicurezza contemporaneo. Quello che bisogna capire però è che quando si depoliticizzano i cittadini poi l’unico modo per farli uscire da questa passività è mobilitarli con la paura di un nemico straniero ma non del tutto estraneo: gli ebrei nella Germania nazista, i mussulmani nella Francia di oggi.
È in questo contesto che bisogna pensare all’inquietante progetto di cancellazione della cittadinanza per i cittadini con doppia nazionalità, che ricorda la legge fascista del 1926 sulla denazionalizzazione dei «cittadini indegni della cittadinanza italiana» e le leggi naziste sulla denazionalizzazione degli ebrei.
Incertezza e terrore
Un terzo aspetto, del quale non bisogna sottovalutare l’importanza, è la radicale trasformazione dei criteri che stabiliscono la verità e la certezza nella sfera pubblica. Ciò che più colpisce l’osservatore scrupoloso nella lettura dei comunicati ufficiali sugli atti di terrorismo, è la totale rinuncia alla ricerca di una verità giudiziaria. Mentre nello Stato di diritto è dato per fondamentale che un crimine debba essere definito tale attraverso un’indagine giudiziaria, nel paradigma securitario bisogna accontentarsi di quello che dice la polizia o di quello che dicono i media basandosi sulla prima: due fonti che sono sempre state considerate troppo deboli. Da qui l’ondata di incredibili e palesi contraddizioni nelle ricostruzioni ufficiali dei fatti, che eludono sapientemente ogni possibilità di verifica o falsificazione e che assomigliano molto di più a chiacchiere da bar che a vere inchieste. Questo vuol dire che lo Stato di sicurezza ha tutto l’interesse che i cittadini – dei quali deve garantire la protezione – restino nell’incertezza riguardo a ciò che li minaccia, perché incertezza e terrore vanno sempre a braccetto.
Questa incertezza la si ritrova nel testo della legge del 20 novembre sullo stato di emergenza, che fa riferimento a «ogni persona nei confronti della quale esistono seri motivi per pensare che il suo comportamento costituisca una minaccia per l’ordine pubblico e per la sicurezza». È del tutto evidente che questa formula («seri motivi perpensare») non ha alcun senso giuridico, poiché poggiando sull’arbitrarietà di chi «pensa», può di fatto essere applicata in qualunque momento a qualunque persona. Ora, nello Stato di sicurezza queste formule indeterminate, che i giuristi hanno sempre considerato contrarie al principio della certezza del diritto, diventano invece la norma.
Depoliticizzazione dei cittadini
La stessa imprecisione e gli stessi equivoci ritornano nelle dichiarazioni degli uomini politici che pensano che la Francia sia in guerra contro il terrorismo. Una guerra contro il terrorismo è una contraddizione di termini, perché uno stato di guerra può essere definito tale solo se esiste la possibilità di identificare con certezza il nemico che si intende combattere. Nella prospettiva securitaria, al contrario, l’identità del nemico deve restare nell’incertezza affinché chiunque – all’interno come all’esterno – possa essere identificato come tale.
Mantenimento di uno stato di paura generalizzato, depoliticizzazione dei cittadini, rinuncia a qualsiasi certezza del diritto: ecco tre caratteristiche dello Stato di sicurezza che hanno tutti i numeri per far rabbrividire gli animi. Da una parte infatti lo Stato di sicurezza verso il quale stiamo scivolando fa il contrario di quanto promette, poiché se sicurezza significa assenza di preoccupazioni (sine cura) esso al contrario sostiene la paura e il terrore. D’altra parte lo Stato di sicurezza è uno Stato di polizia, poiché attraverso l’eclissi del potere giudiziario generalizza quei margini discrezionali della polizia che, in uno stato di emergenza divenuto la norma, sono sempre più determinanti.
Attraverso la depoliticizzazione del cittadino, diventato in un certo senso un terrorista in potenza, lo Stato di sicurezza esce dal campo tradizionale della politica per dirigersi verso una zona grigia, nella quale pubblico e privato si confondono ed è difficile tracciare una linea di confine netta.
Giorgio Agamben"Iu tu rissi .... ora u sai .... bye bye"

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27-02-2016, 14:35 #18
Poi se volete (ma dovete eliminare la parola complotto dalla testa se non non ascoltate con attenzione) ascoltate questo intervento di Jovanotti
Se proprio non lo volete ascoltare tutto (ve lo consiglio caldamente, invece) ascoltate In particolare dal minuto 2.37 in poi
https://www.youtube.com/watch?v=0CBQC2eTIiY"Iu tu rissi .... ora u sai .... bye bye"

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27-02-2016, 14:55 #19Banned
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bella la camicia
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27-02-2016, 15:28 #20
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E infatti, non contesto affatto l'analisi ma l'idea dell'eminenza grigia.
Messaggio inviato da LIVIO MESSINA
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